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lunedì 5 settembre 2011

Agenzia per il nucleare e Veronesi: c'eravamo tanto amati

L'estate è ormai agli sgoccioli, ma il gossip che non conosce vacanza no, e proprio di gossip pare abbia il gusto questa storia.


ROMA - Umberto Veronesi lascia la guida dell'Agenzia per la sicurezza nucleare. Il professore ha comunicato al governo la sua decisione con una lettera in cui, in sintesi, definisce l'organismo come "nato asfittico" e che "non ha mai preso forma", come lo stesso Veronesi ha spiegato a Il Sole 24 Ore. Veronesi si sarebbe stancato sia per la mancanza, ad oggi, del decreto formale di nomina sia per l'assenza di una sede e di strutture minime per partire. Inoltre, uno degli emendamenti alla manovra prevede la soppressione dell'Agenzia e il trasferimento dei compiti all'Authority per l'energia. "Avevo accettato - spiega Veronesi - solo perché confidavo in un progetto italiano di grande respiro. Così non me la sento. Non voglio certo occuparmi, nella migliore delle ipotesi, solo di scorie". Infine si augura che "il Paese possa rimanere almeno nei programmi di partecipazione alla sicurezza nucleare".

Fonte: Repubblica Ambiente

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martedì 9 agosto 2011

Nagasaki: 66esimo anniversario dall'atomica e appello di abbandonare il nucleare

In occasione del 66esimo anniversario da quel tragico 9 Agosto del 1945, il Sindaco di Nagasaki chiede che al governo nipponico l'uso di fonti di energia più sicure.



martedì 31 maggio 2011

Germania: addio al nucleare entro il 2020


È ufficiale. La Germania dice di no al nucleare e dichiara che entro il 2020 spegnerà tutti i suoi reattori. 

La tragedia di Fukushima ha soltanto reso visibile al mondo intero le conseguenze di un disastro atomico, e la Germania uno dei Paesi leader d'Europa decide per prima di dare il buon esempio rinunciando all'energia nucleare. L’addio al nucleare costerà 40 miliardi di euro, e sarà accompagnato da uno sforzo ancor più massiccio di quelli già intensi compiuti finora per la riconversione alle energie rinnovabili e pulite. 



Non ci sarà un ritorno indietro, non sarà possibile perché la nostra decisione lo vuole escludere, ha detto Roettgen. Ecco i principali punti del piano governativo, deciso dopo aver sentito la commissione etica bipartisan del Bundestag e dopo negoziati di un’intensità senza precedenti con le opposizioni, cioè socialdemocrazia, verdi e Linke:

La situazione attuale. Da alcune settimane sono accesi pochissimi dei 17 reattori: molti sono spenti per controlli di sicurezza o manutenzione. Per cui già adesso la percentuale di fabbisogno energetico fornita dalle centrali atomiche tedesche, 17 per cento circa del totale, è decisamente inferiore a quella (22 per cento) che la Germania ricava da eolico, fotovoltaico, biomassa e altre energie rinnovabili.

Già da anni, l’economia tedesca si prepara a vivere senza atomo: mentre la dipendenza dalle centrali, dal 1998 a oggi, è diminuita dal 33 per cento al 17 per cento del fabbisogno totale di elettricità, l’efficienza energetica dell’industria made in Germany è cresciuta del 48 per cento e il paese è diventato molto più competitivo e global player di economie come quella francese che invece scommettono tutto sul nucleare. Qui di seguito le date di spegnimento dei 17 reattori nucleari.

L’ultimo reattore sarà spento entro il 2021, tra appena dieci anni. Dal 2021 al 2022 tre reattori saranno tenuti in standby, pronti all’uso, in caso di rischio di blackout.  Sarà tenuto in stand-by come riserva un solo reattore, ma solo per la produzione di energia in caso di emergenze e per evitare blackout.

lunedì 30 maggio 2011

Coppa Italia 2011: Da Milano a Palermo, fermiamo il nucleare

ROMA  -  Blitz degli ambientalisti di Greenpeace nel corso della finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo allo stadio Olimpico di Roma. Cinque attivisti, durante il primo tempo dell'incontro, hanno calato dalla copertura della Tribuna Tevere un grande striscione con la scritta "Da Milano a Palermo fermiamo il nucleare", firmato Greenpeace. Non appena è comparso lo striscione, scritta nera su sfondo giallo, gli uomini della Questura di Roma si sono subito allertati per capire come intervenire e far rimuovere lo slogan. Il messaggio di Greenpeace si riferisce al prossimo referendum del 12-13 giugno, in cui gli italiani saranno chiamati a votare sì o no al nucleare.




Lo striscione di Greenpeace contro il nucleare calato dalla copertura della Tribuna Tevere dello stadio Olimpico, spiegano dalla Questura di Roma, non è stato introdotto nell'impianto a ridosso del fischio d'inizio della finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo. Le notevoli dimensioni, infatti, ne avrebbero sicuramente permesso l'individuazione nel corso delle operazioni di filtraggio e prefiltraggio. Al momento, lo striscione (comparso durante il primo tempo) é ancora saldamente ancorato alla struttura in un'area non accessibile a tutti, ma comunque già presidiata da vigili del fuoco e personale specializzato. Per la rimozione in sicurezza, e per l'identificazione degli attivisti (due dei quali appesi con dei tiranti allo striscione per renderlo perfettamente leggibile), si attenderà il termine dell'incontro per evitare criticità e situazioni di pericolo per il pubblico presente sugli spalti. A controllare il tutto, oltre agli uomini della Questura, anche Digos e personale del Coni. La grossa scritta comparsa all'Olimpico, in un primo momento non era stata inquadrata dalle telecamere della Rai che trasmettono la finale. All'inizio del secondo tempo la tv pubblica ha mostrato chiaramente, con una ripresa da dietro la porta difesa dal portiere dell'Inter, Julio Cesar, lo striscione degli ambientalisti di Greenpeace che recita "Da Milano a Palermo fermiamo il nucleare".

A proposito..FORZA PALERMO

Fonte articolo: ANSA
Fonte Immagini e video: Greenpeace

mercoledì 25 maggio 2011

Greenpeace, maxi bidone sul Pincio per il referendum sul nucleare

Stamattina Mercoledì 25 Maggio 2011 Greenpeace ha allestito un maxi finto bidone di scorie radioattive al cui interno si sono chiusi alcuni attivisti. Ecco i dettagli riportando per intero la notizia da La Repubblica.it



martedì 24 maggio 2011

Giappone: Tepco, combustibile fuso anche in reattori n.2 e 3

E' la Tepco ad annunciarlo aggiornando la precedente valutazione secondo cui solo il reattore n.1 era interessato "da criticità"
TOKYO - In aggiunta al reattore n.1, anche le barre di combustibile delle unità n.2 e 3 della centrale di Fukushima hanno accusato la parziale fusione per effetto dei danni seguiti al sisma/tsunami dell'11 marzo scorso. E' la Tepco, gestore dell'impianto nucleare, ad annunciarlo e, aggiornando la precedente valutazione secondo cui solo il reattore n.1 era interessato "da criticità", estende adesso il danneggiamento a tutti e tre i reattori con combustibile attivo al momento della catastrofe.



A metà maggio, Tepco aveva spiegato che, sulla base dei dati raccolti, il reattore n.1, a causa dei sistemi di raffreddamento fuori uso, aveva registrato "la fusione della maggior parte del combustibile al fondo del recipiente di contenimento". Lo scenario aveva sollevato timori, ora confermati, che anche i numeri 2 e 3 avessero subito la stessa sorte.

Fonte notizia: ANSA
Fonte video: Corriere della Sera

Dalla Sicilia catena umana contro il ritorno del nucleare

E' partita da Palma di Montechiaro (Agrigento), una delle località segnalate dea governo per ospitare una delle nuove centrali del programma atomico, la prima catena umana del 'weekend antinucleare' organizzato dalle oltre 80 associazioni del Comitato "Vota Sì per fermare il nucleare". La manifestazione fa sentire la propria voce anche in merito alla quasi totale disinformazione sull'appuntamento del referendum - hanno spiegato i promotori dell'iniziativa - gli italiani hanno il diritto di sapere quello che sta capitando al referendum nucleare". E proprio contro i tentativi di sabotare l'appuntamento col voto del 12 e 13 giugno, il Comitato ha rivolto un appello ai deputati: il Parlamento non si presti al raggiro del decreto Omnibus che vuole cancellare il referendum senza fermare veramente i programmi atomici del governo. Tra oggi e domani altre 10 catene umane cingeranno siti nucleari e località candidate ad ospitare nuove centrali "per dire no a chi intende riportare l'atomo in Italia. 

lunedì 23 maggio 2011

Ritorno a Fukushima che tenta di risorgere - Video

L'emozionante servizio di Daniele Mastrogiacomo con le riprese di Richard Colombo.

Dopo 3 mesi dal disastro dello tsunami e dall'esplosione della centrale nucleare di Fukushima, troviamo una popolazione che vuole reagire, risorgere, che tenta, piano piano di ritornare alla vita di sempre.




Fonte: la Repubblica

Approfondimento su la Repubblica: Ritorno a Fukushima, la lotta per tornare a vivere 

TAMURA (Giappone) - "Nella grande palestra, assieme agli altri sfollati, mi stavo ammalando. Le gambe mi facevano male, perdevo le forze, avevo smesso di mangiare; era lo spirito che voleva abbandonarmi. Lo so, la centrale è dietro quelle colline, ci sono radiazioni dappertutto. Ma io sono tornata a casa: è qui che sono cresciuta, è qui che voglio morire. Tra le mie cose". Seduta su un triciclo elettrico, il fazzoletto bianco stretto in testa, il capo leggermente piegato, il sorriso amaro, l'anziana contadina allarga le braccia e ci indica lo spettacolo di boschi e prati verdi accarezzati da folate di vento caldo. "Perché mai", si chiede sorpresa, "dovrei abbandonare tutto questo?".
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mercoledì 18 maggio 2011

Fukushima: la situazione reattore per reattore



L'immagine in alto riporta sul sito Repubblica dove è possibile avere un quadro più o meno chiaro della situazione reattore per reattore della centrale nucleare di Fukushima dopo la drammatica esplosione a seguito dello Tsunami.

Nel frattempo i tempi per il rientro dell'emergenza sembrano allungarsi sempre di più. Ad oggi il Governo nipponico conferma la data di Gennaio 2012 entro cui completare la bonifica degli stabilimenti, ma gli esperti rimangono scettici. L'idea di allagare completamente i reattori per raffreddarli sembrerebbe essere stata abbandonata dai tecnici della Tepco che opterebbero per una soluzione di gran lunga più danarosa, far circolare a circuito chiuso all'interno della centrale l'acqua contaminata dopo averla bonificata.

D'altra parte il Governo conserva ottimismo e attraverso Goshi Hosono, consigliere del Premier Kan, fa sapere che i tentativi di raffreddare i reattori con l'acqua sta portando buoni risultati. I Giapponesi, come i Sardi d'altronde, mostrano sempre meno apprezzamento verso l'atomo.

Approfondimenti: Repubblica 

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Sul nucleare i Sardi hanno le idee chiare

Nucleare PRO o CONTRO ? Il quesito fatto in terra Sarda avrebbe una risposta (quasi) unanime. 

La soddisfazione di Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di Legambiente che ha dichiarato:

"Nonostante il silenzio di molti media, l'enorme affluenza al voto in Sardegna conferma la volontà dei cittadini di partecipare concretamente alle scelte per il proprio futuro non solo energetico".

 ...e ancora le parole di Stefano Leoni Presidente di Wwf

"Ora l'incubo nucleare va abbandonato, insieme ai trucchetti per riproporlo tra due anni: gli italiani hanno il diritto di votare al referendum del 12 e 13 giugno per spazzare via ogni velleità di riaprire le centrali"

Il plebiscito sardo sul (anti)nucleare pare proprio unire tutti, Governo a parte visto che pare essere l'unica voce fuori dal coro...le parole di Ugo Cappellacci Presidente Regione Sardegna

"Sono fiero della coesione della Sardegna capace di dare una prova di unità di fronte a una scelta da cui dipende il nostro futuro. La percentuale di sì va oltre ogni aspettativa e rappresenta un record rispetto alle più recenti consultazioni referendario. Ora si deve giocare la partita del modello alternativo per far arrivare le rinnovabili al 40%, mentre un 30% dovrà venire dal metano, un 10% dal carbone pulito e solo un 20% da fonti tradizionali".

mercoledì 1 dicembre 2010

Su Report "Girano le Pale" Puntata del 28 Novembre 2010

Splendida puntata di Report andata in onda Domenica 28 Novembre 2010
Per guardare la puntata direttamente sul vostro lettore multimediale è sufficiente cliccare su una della immagini. Nel caso il link non dovesse funzionare, segnalatelo!
Per scaricare il PDF su cui sono riportati tutti i commenti fuori onda CLICCATE QUI.

Nel 2020 l'Italia dovrà avere il 17% dei propri consumi elettrici da fonte rinnovabile e questo perché dobbiamo abbassare le emissioni che alterano il clima. Lo prevede il Protocollo di Kyoto ma soprattutto gli accordi vincolanti decisi dai Paesi europei. Per questo l'Italia da anni sta finanziando lo sviluppo dell'energia pulita e non abbiamo badato a spese. I nostri sono gli incentivi più alti del mondo: nel 2010 raggiungono quota 3 miliardi e 200 milioni. E  possiamo considerarci un «laboratorio», visto che le possibili forme di incentivazione le abbiamo sperimentate tutte, dal feed-in premium del fotovoltaico al Certificato Verde dell'eolico.
E la corsa continua grazie anche al fatto che non abbiamo  ancora  un piano energetico nazionale.
Terna, la società semipubblica responsabile della trasmissione di energia sulla rete, ha ricevuto un numero impressionante di richieste di allacciamento per nuovi impianti rinnovabili: ci sono 120 mila Mw pronti ad essere autorizzati quando in Italia il picco di potenza richiesta è meno della metà.
Insomma anche se siamo partiti in ritardo rispetto agli altri Paesi  abbiamo bruciato le tappe: nel fotovoltaico l'Italia è al secondo posto nel mondo, dopo la Germania, per potenza installata. E nell'eolico pur avendo un territorio limitato e ricoperto dai vincoli, siamo diventati i sesti produttori al mondo.
Ci guadagnano le multinazionali ma anche le piccole società di sviluppatori. Siamo stati in Calabria, la Regione che più di ogni altra negli ultimi anni ha aumentato la sua potenza eolica.  E ci siamo chiesti  se è veramente questa l'industria del vento che dovevamo sviluppare visto che stiamo investendo risorse miliardarie e  che le stiamo pagando con la nostra bolletta, che è la più cara del continente. 

FONTE: Report RAI3 

martedì 7 settembre 2010

Cronaca di un incendio radioattivo in Russia

Succede in Russia dove all'interno del cantiere navale n°10 di Aleksandrovsk nella penisola di Kola è esploso un incendio che ha coinvolto il terminal di arrivo dei fusti radioattivi destinati allo smaltimento.
Il livello di radiazione nell'area ha raggiunto i 40 micro Roentgen/ora, tre volte oltre il normale livello di fondo nella zona. Il livello di radiazioni ad Aleksandrovsk, il centro abitato più vicino all'area di smaltimento delle scorie nucleari, sarebbe rimasto immutato. Ma questo non tranquillizza certo Nils Bøhmer, un fisico nucleare della Bellona Foundation di Oslo, che si occupa da più di 20 anni delle problematiche della sicurezza nucleare nel nord-ovest della Russia: «Ci sono pericoli quando si verificano simili incendi e fughe radioattive».
L'area del cantiere navale 10 di Aleksandrovsk è tristemente famosa per i suoi livelli negativi record di sicurezza. Nel maggio scorso una nave per il  trasporto di combustibile nucleare in via di demolizione è affondata direttamente in porto e l'informazione è arrivata all'opinione pubblica solo dopo una settimana, quando un blogger di Murmansk ha postato una foto della nave affondata.
I russi hanno dovuto probabilmente alla fine rendere noto che effettivamente l'incendio con una fuga radioattiva c'è stato perché proprio in questi giorni la commissione norvegese-russa in materia di sicurezza nucleare tiene il suo incontro annuale a Murmansk, la capitale dello smaltimento delle scorie e dei ferrivecchi della guerra nucleare, e la situazione si andava facendo sempre più imbarazzante.
I norvegesi sono più che irritati: hanno sempre chiesto ai russi di informarli subito in caso di incidente, così come prevede un accordo tra i due Paesi che condividono una piccola frontiera terrestre ma da un immenso territorio marino nell'Artico. In pratica però i russi avvertono i norvegesi solo quando c'è una fuga radioattiva che interessa il territorio di frontiera terrestre.
Il cantiere in Aleksandrovsk si trova circa 120 km dal confine con la Norvegia , il primo settembre il Barents Observer si è rivolto alla  Nrpa, l'autorità norvegese che controlla le radiazioni per chiedere cosa fosse successo nel porto russo e quelli sono caduti dalle nuvole: era la prima volta che sentivano parlare dell'incendio nel pericoloso cantiere russo e di fuoriuscite radioattive.
Eppure nel 2004, al cantiere navale di Aleksandrovsk è stato commissionata la realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti radioattivi finanziato con i dollari della Arctic military environmental cooperation (Amec) e con le corone del governo della Norvegia. Allora si disse che nel cantiere 10 c'erano già 600 metri cubi di rifiuti radioattivi solidi.

Fonte: Greenreport.it

giovedì 12 agosto 2010

Russia, Greenpeace: Bruciano i boschi radioattivi di Chernobyl

L’associazione ambientalista avverte sui rischi dell’estendersi delle fiamme: “Non è ancora noto l’effetto combinato di piccole dosi di materiale radioattivo con la tossicità del monossido di carbonio”.

Gli incendi che affliggono la Russia sono arrivati a colpire le foreste che soffrono un alto grado di contaminazione radioattiva a seguito dell’incidente nucleare di Chernobyl del 1986. L’allarme è stato lanciato in una nota dalla sezione russa del movimento ambientalista Greenpeace, seondo quanto risporta l’agenzia Interfax.

ZONE ALTAMENTE CONTAMINATE – “Oggi Greanpeace ha pubblicato una mappa da cui si evince che che sono iniziati gli incendi nelle foreste contaminate. La mappa – prosegue il comunicato - basata su informazioni del 9 agosto, mostra chiaramente che vi sono più di 20 incendi in corso nei territori contaminati, inclusi tre incendi nelle foreste altamente contaminate nella regione Bryansk“. Con riferimento specifico a quest’area, il ministero russo per le Situazioni d’emergenza annunciava lo scorso lunedì che “le città più colpite dall’incidente di Chernobyl mostrano un normale livello di radiazioni“.

EFFETTI IGNOTI – Per formulare la mappatura presentata, Greenpeace ha incrociato i dati dell’Agenzia internazionale dell’energia atomica e quelli del Sistema per la gestione delle risorse sulle informazioni degli incendi, quest’ultimi basati su rilevamenti fotografici spaziali. ”Un aumento del livello di radiazioni non provocherà un’altra emissione radioattiva a livello di Chernobyl“, rassicurano gli ambientalisti. “Ciononostante, non dovrebbe essere sottostimato il ruolo di piccole dosi di radiazioni poiché non è ancora noto l’effetto combinato di piccole dosi di materiale radioattivo con la tossicità del monossido di carbonio e di altri prodotti di combustioni nelle foreste e nelle torbiere” ha allertato Vladimir Chuprov, capo del programma energetico di Greenpeace Russia.

INADEGUATEZZA DEL GOVERNO – La quale, per voce del suo rappresentante, Sergei Tsyplakov, ha puntato il dito contro l’inadeguatezza del governo e della legislazione russa di fronte alla catastrofe incendiaria che si è abbattuta sul Paese. “Negli ultimi 1000 anni non abbiamo mai assistito ad un tale caos dell’amministrazione pubblica nel settore forestale e deve essere detto che la prima causa di tutto ciò è l’orribile legislazione forestale“, sostiene Tsyplakov nella nota. “Il più grande errore che possiamo compiere è dare la colpa di tutto alle anormali condizioni del tempo” valuta, inoltre, il militante Greenpeace.

giovedì 15 aprile 2010

Europa catastrofista: dall'Italia arriva la cura

Dopo tante inutili preoccupazioni dai governi di tutto il mondo a proposito di clima, inquinamento, nucleare, e di altre solite tragedie infondate, l'Italia dice basta!
E si, lo fa avvalendosi di alcuni fra i più illustri rappresentanti






Roba dell'altro mondo!


L'Unione europea è malata di catastrofismo ma l'Italia può salvarla con una ricetta semplice semplice: via gli impegni a difesa della stabilità climatica, avanti con la vecchia economia basata sul petrolio e sul carbone. Mentre i paesi che fanno da locomotiva all'economia globale si sfidano sulla green economy per uscire dalla crisi economica, la maggioranza che guida l'Italia ha presentato al Senato una mozione in cui si insegna la scienza agli scienziati dell'Ipcc (l'Intergovernmental Panel on Climate Change) e si chiede all'Europa di abbandonare la linea che ha consentito alla Germania di diventare uno dei leader mondiali nel settore efficienza e delle rinnovabili.

lunedì 8 marzo 2010

Presa diretta: sole, vento alberi











Durante la trasmissione "Presa Diretta" andata in onda Domenica 7 Marzo 2010 su Rai 3, si è trattato il delicato, ma sempre più discusso argomento delle energie rinnovabili e del complesso contesto politico-amministrativo che dovrebbe promuoverle. Il condizionale naturalmente è d'obbligo, considerando la mole di testimonianze contenute in questo servizio che sottolineano la difficoltà da parte non solo dell'utente, ma soprattutto da parte di chi su queste tecnologie intende investire risorse per una preziosa ricaduta occupazionale, di cui il nostro Paese ha troppo bisogno.
Gustatevi dunque questo servizio che mette in luce quali sono le regioni d'Europa (Austria, Germania, ecc.) dove il contesto politico-amministrativo sta predisponendo intelligentemente le misure necessarie a favorire la più rapida transizione verso il modello energetico della Terza Rivoluzione Industriale, e dove invece si accusino dei clamorosi ritardi, talvolta inspiegabili, talvolta invece spiegabilissimi.
Buona visione

Fonte: Rai 3 Presa Diretta

lunedì 15 febbraio 2010

GreenPeace: nuclear lifestyle

Greenpeace da sempre sensibile alle tematiche ambientali, ha pubblicato sul sito l'ennesima petizione online anti-nucleare.
Chi volesse firmare la petizione può farlo cliccando sulla immagine qui di fianco.
Guardiamo insieme anche il video da loro realizzto