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lunedì 6 giugno 2011

Intersolar Europe 2011 Munich, 8-10 June



Si svolgerà a Monaco tra l'8 e il 10 Giugno 2011 uno degli eventi sul panorama fotovoltaico più importanti in Europa: l'Intersolar Europe 2011.

Giunta ormai alla 20esima edizione, l'Intersolar Europe, Uno dei nostri maggiori Partner di eccellenza, la PVE Sweden, parteciperà come espositore presso lo stand A3 410.



Maggiori dettagli qui.



Qui il programma di Mercoledì 8 Giugno.
Qui invece il programma di Giovedì 9 Giugno.
Qui infine il programma di Venerdì 10 Giugno.

mercoledì 18 maggio 2011

Energia Distribuita Crescita e Lavoro. Palermo, 20 Maggio dalle 10:00 alle 13:00

La rivoluzione dell'energia parte basso e coinvolge le famiglie ancor prima delle imprese, con questo spirito il FRED SICILIA, il Forum Regionale per l'Energia Distribuita in Sicilia, grazie al supporto del CETRI-TIRES e della CGIL Sicilia, organizza una sessione di orientamento per i giovani sulle nuove figure professionali dell'energia.

La sessione verrà ospitata all'interno del Windsurf World Festival on the Beach organizzato da ALBARIA, e si svolgerà nella mattina di Venerdì 20 Maggio 2011 dalle 10:00 alle 13:00.

Tra i relatori troviamo Angelo Consoli Presidente fondatore di CETRI-TIRES, Gianfranco Rizzo dell'Università di Palermo, Marco Ferraro del CNR, Afio La Rosa del Dipartimento ambiente e territorio, Florinda Scala di Confartigianato Sicilia, Giada Platania di Confindustria Sicilia e Leo Bombace Direttore Commerciale di SolartecMed, che racconterà l'esperienza formativa dei giovani nel progetto Energia Integra.

giovedì 21 aprile 2011

Verona 12° Solar Expo 2011 dal 4 al 6 Maggio 2011


Con immenso piacere desidero comunicare che Solartec sro sarà presente anche quest'anno all'appuntamento del Verona Solar Expo 2011 dal 4 al 6 Maggio 2011.


Venite a trovarci presso il Padiglione 2, Stand B9.3



Scarica qui il programma dell'evento

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martedì 29 marzo 2011

Sole,Vento e Mare. L'energia Solare per le Isole Minori


Rilancio con immenso piacere il servizio degli amici di Uniroma.tv a proposito del concorso "L'energia solare per le isole minori".


Marevivo promotore del concorso insieme a C.I.T.E.R.A., ENEA, GSE, Ministero dell'Ambiente e della tutela del mare, incoraggiano i ragazzi a partecipare con le loro idee che come suggerisce Rosalba Giugni  Pres. di Marevivo grazie alle quali l'Italia potrebbe diventare unn centro di rinnovamento. 

Aperto a diverse categorie di partecipanti, il concorso è promosso dall’associazione ambientalista MAREVIVO, dal CITERA (Centro di Ricerca Interdisciplinare Territorio Edilizia Restauro Ambiente) dell’Università di Roma La Sapienza, dall’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici), dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali – Direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l’architettura e l’arte contemporanee – e dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare – Segretariato Generale. 

giovedì 16 settembre 2010

Progetto Terra Madre: Diritto al viaggio, all'incontro e alla formazione

Invito a cena com Carlo Petrini. Il guru dello Slow food e di Terra Madre, inventore e fautore della filiera corta in agricoltura e anche nell'energia, profeta di una nuova socialità economica basata sulle comunità del cibo e sull'energia di Terza Rivoluzione Industriale, ha bisogno del tuo aiuto per garantire il diritto al viaggio dei seimila contadini del mondo invitati a prender parte alla terza edizione di Terra Madre dal 20 al 24 ottobre a Torino. Per questo Carlo Petrini ha organizzato tre occasioni di incontro (vedi allegato), con te e con chi é disponibile a dimostrare empatia verso questi nostri fratelli della terra che ci nutrono con il sudore del loro lavoro. Se sei disponibile a contribuire, vieni con noi a incontrare Carlo a Roma, Milano o Torino, in un ambiente "slow food" per una serata di amicizia, buona cucina e solidarietà.

Qui in basso è possibile visionare con il documento dell'evento direttamente on-line. Vi invito a cliccare su Fullscreen per una migliore visione
Terra Madre Diritto al viaggio

Per scaricare la presentazione dell'evento Terra Madre diritto al viaggio, nelle città di Milano, Torino e Roma, è sufficiente cliccare sulle immagini qui in basso.

Infine per partecipare all'evento Terra Madre scarica il modulo di adesione che trovi qui in basso.

Fonte: Cetri-Tires.org

lunedì 8 marzo 2010

Efficienza energetica: Sicilia verso una nuova politica energetica


Si svolgerà a Palermo a partire da Martedì 09 fino a Giovedì 11 Marzo 2010 presso Villa Malfitano la tre giorni dedicato alle nuove politiche in tema di energia rinnovabile. Interverranno nomi del calibro di Lombardo, Scajola, Prestigiacomo e lo stesso Angelo Consoli di cui spesso si è parlato proprio su questo blog per il suo immenso impegno in ambito di politiche energetiche positive.
Seguiremo l'evento nel corso del suo svolgimento e vi terremo aggiornati.
Intanto pubblico qui il programma e il depliant di questo incontro.

lunedì 8 febbraio 2010

Loretta Napoleoni: la complicata economia del terrorismo


Desidero proporre qui l'intervento di Loretta Napoleoni a proposito degli intricati legami che uniscono le organizzazioni criminali agli interessi economici. Niente di nuovo insomma! Tuttavia trovo interessante e illuminante chiedersi perché un sospetto legittimo come quello messo qui in evidenza, resti ad appannaggio del popolo di internet. Forse il punto di vista di Loretta Napoleoni risulta troppo inverosimile per il piccolo (ma onni-presente) schermo o forse si sta facendo, come al solito, troppo rumore per nulla. Questo lo lascio decidere a voi.

P.S. Cliccate su view subtitles per visualizzare i sotto-titoli in italiano

Fonte: TED.com

lunedì 30 novembre 2009

Il summit di Copenaghen

L'appuntamento di Copenaghen fornisce di certo spunti interessanti sugli scenari economici e climatici futuri. Questo perché stiamo imparando a nostre spese che l'economia e il clima sono strettamente legati.
Di seguito desidero proporre il punto di Sergio Castellari del Focal Point nazionale dell'IPCC.


Mentre arrivano gli impegni, annunciati ieri e oggi, da Cina e Stati Uniti, sale l'attesa per il vertice sul clima. Cosa dobbiamo aspettarci concretamente? Ne parliamo con uno degli esperti italiani più addentro ai negoziati: Sergio Castellari del Focal Point nazionale del'IPCC.

Mancano 10 giorni a Copenhagen e nelle ultime 48 ore sono arrivate buone notizie: anche Obama, seppure solo per un giorno, sarà nella capitale danese, e arriverà con degli impegni di riduzione delle emissioni da parte degli Usa (Qualenergia.it “La proposta provvisoria di Obama" ). Proposte che ieri ha finalmente quantificato: un taglio del 17% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020 (cioè -3% rispetto al 1990) cui seguirebbero obiettivi più ambiziosi a medio e lungo termine: -30% al 2025, -42% al 2030, fino ad arrivare ad una riduzione dell’83% (sempre rispetto ai livelli del 2005) entro il 2050. Oggi, quasi di rimbalzo, anche la Cina ha scoperto le sue carte: a Copenhagen andrà il premier Wen Jibao e sul tavolo metterà l’impegno vincolante del gigante asiatico di ridurre la propria intensità energetica (non le emissioni in senso assoluto. ma l'ammontare di CO2 per unità di prodotto interno lordo) del 40-45% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005. Anche se le aspettative più alte per il vertice sono già state accantonate, l’incontro si conferma di portata storica. Ma cosa dobbiamo aspettarci in pratica dalla "Conferenza delle parti numero 15" (COP 15)? Ne abbiamo parlato con Sergio Castellari, climatologo e Focal Point Nazionale dell’IPCC, una degli esperti in Italia più addentro ai negoziati internazionali in corso sul clima.

Professor Castellari, cosa dobbiamo aspettarci da Copenhagen?
Da come si sta evolvendo la situazione ci potrebbe essere probabilmente una dichiarazione di impegno politico, un accordo di massima sui punti generali, ma non si raggiungerà la fase attuativa di questo accordo. Il consenso su possibili impegni giuridicamente vincolanti di riduzione delle emissioni probabilmente si avranno solo nel corso del 2010. Quello che si può sperare per l’incontro di dicembre è che vengano adottate una serie di “COP (Conference of the Parties) decisions” che contengano chiaramente i dettagli tecnici di un possibile accordo attuativo.

Quali sono i punti critici dei negoziati?
A Barcellona (l’ultima sessione di negoziati prima del vertice, ndr) si è progredito, ma il testo negoziale in discussione in uno dei due tavoli, quello riguardante le possibili azioni da intraprendere da parte dei Paesi membri UNFCCC nel prossimo futuro, è ancora molto lungo. Si sono ridotte le divergenze sull’adattamento, sulla cooperazione tecnologica, sulla riduzione delle emissioni da deforestazione e cambio d’uso del suolo dei paesi in via di sviluppo, come pure sui meccanismi di finanziamento. Ma non si è arrivati ad un accordo neanche di massima sull’entità di questo finanziamento né su quanto i paesi sviluppati debbano ridurre le emissioni, questioni che saranno rimandate a Copenhagen e forse al prossimo anno. Un passo molto importante che potrebbe essere fatto già nella capitale danese è invece quello di stabilire l’entità dei finanziamenti più urgenti per i paesi poveri più a rischio, come le piccole isole e i paesi africani, il cosiddetto “fast start finance”, soldi che queste nazioni chiedono fino al 2012 al fine di attuare le più importanti misure di adattamento.

E gli impegni annunciati di riduzione annunciati finora dai paesi ricchi, sono adeguati?
L’obiettivo europeo è abbastanza in linea con quanto chiede il quarto rapporto IPCC per stare sotto i 2°C: cioè che, nell’ambito di un accordo globale attuativo, i paesi sviluppati taglino le proprie emissioni del 30% rispetto al 1990 entro il 2020 e del 50% al 2050, e quelli in via di sviluppo riducano le emissioni del 15-30% rispetto allo scenario business as usual. La frizione con i paesi emergenti è dovuta al fatto che questi chiedono oltre al sostegno economico per ridurre le emissioni obiettivi molto più ambizionsi per i paesi sviluppati: meno 40-45% al 2020 e meno 80-90% al 2050 rispetto al 1990.

Quanto agli altri due attori fondamentali per il post Kyoto, cioè Usa e Cina, come si stanno ponendo nell’ambito dei negoziati?
Quella degli Stati Uniti di Obama è sicuramente tutta un’altra posizione rispetto a quella della precedente amministrazione, il che fa essere ottimisti. La nuova presidenza ha sempre manifestato un grande interesse a che si arrivi all’accordo, ma probabilmente non un accordo attuativo a Copenhagen. Anche in Cina si è evidentemente mosso qualcosa: la comunità scientifica cinese ha mostrato chiaramente gli impatti del cambiamento climatico che sono già in atto nel paese e questo ha fatto assumere un ruolo più attivo a Pechino nella lotta contro il riscaldamento globale. Anche se molti sono delusi dal fatto che non si raggiungerà probabilmente un accordo attuativo già a dicembre la situazione non è così negativa: già il fatto che giganti come Cina, India e Stati Uniti abbiano cambiato posizione - oltre a stare investendo molto nella green economy - fa vedere la bottiglia mezza piena.

Nel farattempo però la scienza ci dice che il tempo stringe. Cosa hanno aggiunto al dibattito le ultime evidenze scientifiche?
La discussione e negoziazione di questi ultimi due anni nell’ambito della Convenzione Quadro dell’ONU per i Cambiamenti Climatici (UNFCCC) ha fatto ampio uso dell’informazione scientifica fornita dal quarto rapporto di valutazione dello stato dei cambiamenti climatici dell’IPCC, il Fourth Assessment Report (AR4) pubblicato nel 2007. L’IPCC pubblicherà nei prossimi anni altri rapporti, ma il quinto rapporto di valutazione sarà disponibile solo nel 2013 e 2014. Nel frattempo sono comunque stati pubblicati nuovi articoli scientifici, non ancora valutati ufficialmente dall’IPCC. Quello di positivo che emerge è la riduzione delle emissioni di gas serra dovute al settore energetico a causa della crisi mondiale della finanza e dell’economia: nel 2009 ci sarà probabilmente il primo calo dal 1981. Però dopo che la crisi sarà superata e se non si interverrà con nuove politiche energetiche le emissioni antropogeniche di gas serra riprenderanno a crescere.

Quali scenari si intravedono?
Il calo degli ultimi anni pone un’occasione ideale affinché i paesi sviluppati trasformino il loro settore energetico. L’ultimo rapporto World Energy Outlook 2009 dell’Iea (International Energy Agency) mostra due scenari energetici globali. Uno “scenario di riferimento” che rappresenta un business as usual in cui la domanda di energia potrà crescere del 40% da qui al 2030, soprattutto ad opera dei paesi in via di sviluppo: quasi ¾ della crescita delle emissioni verrà da paesi come Cina, India e quelli del medio oriente. Stando a questo scenario si potrebbe raggiungere la concentrazione atmosferica di 1000 parti per milione di CO2 equivalente: una prospettiva decisamente “pesante” per il clima. L’alternativa dipinta dal World Energy Outlook 2009 è un altro scenario, lo “scenario 450” che implica un cambiamento nel sistema energetico mondiale che permetta di stare di stabilizzare la concentrazione atmosferica di CO2 equivalente a 450 ppm. Attualmente siamo già a 385 ppm solo di CO2, contando anche gli altri gas serra siamo già oltre i 400 ppm di CO2 equivalente, per cui il margine di manovra è piuttosto ristretto e come prevede lo scenario Iea è essenziale coinvolgere anche i paesi emergenti.

Parte della comunità scientifica ritiene che 450 ppm siano già troppe ...
La conferenza climatica svoltasi a Copenhagen in marzo ha fatto il punto della ricerca scientifica climatica dall’ultimo rapporto dell’IPCC dando sicuramente maggiori motivazioni alla politica per agire in fretta. Molti ora, come il climatologo James Hansen, ritengono che per evitare gli effetti peggiori del global warming sia necessario arrivare alla stabilizzazione della concentrazione di CO2 a 350 ppm (grosso modo a circa 400 ppm di CO2 equivalente: contando che siamo a 385 significa che dobbiamo ridurre la concentrazione e non solo fermare l’aumento).

Qual è la sua opinione personale come climatologo in merito?
È impossibile averne una definita perché si parla di scenari climatici, quindi proiezioni probabilistiche. Parlando di impatti, tenendo conto dei risultati delle proiezioni, è molto probabile che se si limita l’aumento della temperatura media globale superficiale a 2°C rispetto ai livelli preindustriali (da adesso non dovrebbe aumentare di più di circa 1,5°C) si dovrebbereo evitare impatti drammatici e quasi irreversibili e si potrebbero ridurre i costi di adattamento a livelli accettabili. Ma quale sia la concentrazione di gas serra cui si debba mirare per avere questo risultato è difficile da dire. Sicuramente più stabilizziamo la concentrazione a un livello più basso maggiori sono le possibilità di ridurre l’aumento della temperatura media globale.



Fonte della notizia: Quale energia

martedì 17 marzo 2009

Alcune foto...Kalhesa 14 Marzo 2009

Ricorderemo tutti con orgoglio le giornate di Venerdì 13 e Sabato 14 Marzo 2009.
Ma per chi non era presente (ahime !) ecco qui alcune foto dell'evento.

Ecco Leo mentre Mr Rifkin gli autografa il libro "Economia all'Idrogeno"

Qui Leo presenta J. Rifkin ai partecipanti.

Elisa ...e Rifkin mentre le autografa il libro

mercoledì 11 marzo 2009

Rifkin incontra i giovani siciliani


Dopo l' evento di Venerdì, ecco che SolartecMed ripropone (questa volta in chiave meno formale) un incontro con Mr J. Rifkin.
Si tratta di un evento esclusivo a cui solo pochi fortunati potranno partecipare...
Sabato 14 Marzo al Kursaal Kalhesa

N.B. Per motivi organizzativi l'incontro sarà anticipato per le ore 16:00